Giuseppe Giacobazzi

Giovedí 08 marzo 2012

Programmazione:
  • 21,30

Era una notte di tempesta quando nel caldo del suo lettuccio, il nostro ebbe l'avviso di ciò che sarebbe stato il suo futuro. Gli apparve in sogno l'insuperabile, l'insormontabile, l'inarrivabile (ecc.ecc.) Ravul Casadei insieme a tutta l'orchestra.Stupito ed emozionato egli (il Poveta) si inginocchiò e disse: "cut vegna un chencar,sei proprio te...l'insuperabile, l'insormontabile (ecc. ecc.) Ravul?" Il grande Ravul rispose alzando una piadina al prosciutto: " a sò me!" Tremando per la tensione (ma anche perchè la caldaia era rotta e faceva un freddo della Madonna), Giuseppe chiese: " Cosa ti conduce a me o grande Ravul?" L'insuperabile (ecc. ecc. che due maroni!) alzò una piadina al cielo e battendola due volte sulla testa del Poveta pronunciò la famosissima frase: " Và dove ti porta l'apecar! Và per locali e mercati, per fiere e sagre pavesane, fermati in ogni pavese e in ogni pavesino, in ogni luogo dove manca un pò di cultura tu la devi portare. Và ad inculturare le masse, che tanto ne hanno bisogno, e se ti capita incultura anche le massaie, che forse ne hanno bisogno di più!". Lo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi è un alternarsi di monologhi surreali nei quali si è trasportati in un mondo fantastico ed esilarante, dove Giacobazzi ci racconta la sua visione delle banalità di ogni giorno e dei luoghi comuni. Poi entra in scena il Poveta con le sue esilaranti povesie (oramai 80 all’attivo) alcune delle quali sono già un cult nella sua terra di Romagna. In chiusura il Poveta e vinicoltore si trasforma in D. J. Cobazzi rapper bianco con la sua hit “patacca rap”.

Danza

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